Le siepi che, un tempo, alternandosi
ai muretti a secco delimitavano l’intero tracciato, sono ancora
oggi, a tratti, ben conservate e offrono, con l’alternarsi delle
stagioni, un panorama sempre diverso ma sempre affascinante, con i
cespugli di rosa canina (Rosa canina), caprifoglio (Lonicera caprifolium),
e biancospino (Crataegus monogyna), che regalano, in primavera, splendide
e profumatissime fioriture nelle tonalità dal bianco al rosa
pallido e, in autunno, una distesa di bacche rosse che nutrono gli
uccelli fino ad inverno inoltrato, con il rovo (Rubus ulmifolius)
che, in piena estate, fornisce le more per gustosissime marmellate,
con l’acero montano (Acer Pseudoplatanus) e la berretta di prete
(Euonymus europaeus) i cui fiori, durante la transumanza, offrivano
ai pastori un ottimo rimedio contro le pulci, e con la presenza, qua
e là, del maggiociondolo (Laburnum anagyroides), con i suoi
grappoli di fiori gialli.
Il pascolo, poi, soprattutto
nelle aree utilizzate con regolarità dalle greggi, si presenta
perfettamente equilibrato tra leguminose e graminacee; in particolare,
tra le leguminose troviamo il ginestrino (Lotus corniculatus), il
trifoglio violetto (trifolium pratense), e il trifoglio bianco (Trifolium
repens), la sulla (Hedysarum coronarium) e la lupinella (Onobrychis
vicifolia), tra le graminacee, l’erba mazzolina (Dactylis glomerata),
il loietto (Lolium perenne), la festuca (festuca arundinacea).
Nel pascolo crescono anche splendidi fiori ed erbe aromatiche: dall’orchidea
selvatica (Ophrys apifera) al ciclamino (Cyclamen hederifolium), dal
gladiolo (Gladiolus segetum) al cipollaccio (Muscari comonus), dal
croco (gen, Crocus), alla menta (mentha piperita) al timo selvatico
(Thymus serpyllum) è tutta una sinfonia di colori e profumi
che accompagnano piacevolmente le escursioni.
Nelle zone umide è comune
il giunco (Juncus spp.) che veniva usato dai pastori per intrecciare
le “fascère” per il formaggio e la ricotta, mentre
le pendici sono ricche di ginestre (Spartium junceum) dai profumati
fiori giallo-oro.
Sul tratturo, accuratamente nascosti da cardi e cespugli, si trovano
anche ottimi funghi mangerecci; ricordiamo il prataiolo, (Psalliota
campestris), il prugnolo, (tricholoma spp.) e il cardarello (Pleurotus
eryngii); molto più visibili, ma decisamente meno gustose,
sono le vescie (Lycoperdon), che possono raggiungere anche notevoli
dimensioni.
Lungo i confini o al centro del tracciato troviamo, infine, maestosi
esemplari di cerro (quercus cerris) che offrono riparo dalla calura
estiva.
Non meno attenzione merita la fauna.
Il tratturo è il paradiso di talpe e arvicole, di coccinelle
e farfalle, di cavallette e mantidi, di libellule e bombus, di vespe
e api, di rane e rospi, di lucertole e ramarri, di ricci e chiocciole,
di lucciole e cetonie ma, soprattutto, è il paradiso dei grilli,
tanto numerosi che il loro canto è l’accompagnamento
costante e inarrestabile delle escursioni.