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scheda
L'ambiente Tratturo
Il Regio Tratturo: 
dal punto di vista naturalistico un piccolo paradiso
Angela Maria Zeoli
Comunità Montana Alto Tammaro

   

 

La prima immagine che colpisce chi percorre il tratturo è quella di un verde fiume d’erba, il cui pascolo, mai coltivato da millenni, riserva, ad occhi attenti, molte sorprese e costituisce un piccolo mondo a parte, con una flora speciale e una microfauna perfettamente distribuita ed equilibrata.


Le siepi che, un tempo, alternandosi ai muretti a secco delimitavano l’intero tracciato, sono ancora oggi, a tratti, ben conservate e offrono, con l’alternarsi delle stagioni, un panorama sempre diverso ma sempre affascinante, con i cespugli di rosa canina (Rosa canina), caprifoglio (Lonicera caprifolium), e biancospino (Crataegus monogyna), che regalano, in primavera, splendide e profumatissime fioriture nelle tonalità dal bianco al rosa pallido e, in autunno, una distesa di bacche rosse che nutrono gli uccelli fino ad inverno inoltrato, con il rovo (Rubus ulmifolius) che, in piena estate, fornisce le more per gustosissime marmellate, con l’acero montano (Acer Pseudoplatanus) e la berretta di prete (Euonymus europaeus) i cui fiori, durante la transumanza, offrivano ai pastori un ottimo rimedio contro le pulci, e con la presenza, qua e là, del maggiociondolo (Laburnum anagyroides), con i suoi grappoli di fiori gialli.


Il pascolo, poi, soprattutto nelle aree utilizzate con regolarità dalle greggi, si presenta perfettamente equilibrato tra leguminose e graminacee; in particolare, tra le leguminose troviamo il ginestrino (Lotus corniculatus), il trifoglio violetto (trifolium pratense), e il trifoglio bianco (Trifolium repens), la sulla (Hedysarum coronarium) e la lupinella (Onobrychis vicifolia), tra le graminacee, l’erba mazzolina (Dactylis glomerata), il loietto (Lolium perenne), la festuca (festuca arundinacea).
Nel pascolo crescono anche splendidi fiori ed erbe aromatiche: dall’orchidea selvatica (Ophrys apifera) al ciclamino (Cyclamen hederifolium), dal gladiolo (Gladiolus segetum) al cipollaccio (Muscari comonus), dal croco (gen, Crocus), alla menta (mentha piperita) al timo selvatico (Thymus serpyllum) è tutta una sinfonia di colori e profumi che accompagnano piacevolmente le escursioni.


Nelle zone umide è comune il giunco (Juncus spp.) che veniva usato dai pastori per intrecciare le “fascère” per il formaggio e la ricotta, mentre le pendici sono ricche di ginestre (Spartium junceum) dai profumati fiori giallo-oro.
Sul tratturo, accuratamente nascosti da cardi e cespugli, si trovano anche ottimi funghi mangerecci; ricordiamo il prataiolo, (Psalliota campestris), il prugnolo, (tricholoma spp.) e il cardarello (Pleurotus eryngii); molto più visibili, ma decisamente meno gustose, sono le vescie (Lycoperdon), che possono raggiungere anche notevoli dimensioni.
Lungo i confini o al centro del tracciato troviamo, infine, maestosi esemplari di cerro (quercus cerris) che offrono riparo dalla calura estiva.


Non meno attenzione merita la fauna. Il tratturo è il paradiso di talpe e arvicole, di coccinelle e farfalle, di cavallette e mantidi, di libellule e bombus, di vespe e api, di rane e rospi, di lucertole e ramarri, di ricci e chiocciole, di lucciole e cetonie ma, soprattutto, è il paradiso dei grilli, tanto numerosi che il loro canto è l’accompagnamento costante e inarrestabile delle escursioni.