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scheda
L'archeologia
Ritrovamenti lungo il percorso
Giuseppina Bisogno
Soprintendenza per i Beni Archeologici
delle province di Salerno, Avellino, Benevento

   
In Campania il Regio Tratturo Pescasseroli - Candela attraversa i territori di Morcone, Santa Croce del Sannio, Circello, Reino, Pesco Sannita, San Marco dei Cavoti, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, in provincia di Benevento e Casalbore, Montecalvo, Ariano Irpino, Villanova del Battista e Zungoli, in provincia di Avellino.
La rete tratturale costituiva per la valle del Tammaro un’importante via di comunicazione che ne ha determinato anche un certo sviluppo economico. Lungo il suo percorso nascevano, infatti, tutta una serie di strutture, difese, riposi, ristori, taverne, cappelle, conventi, mulini ecc. che sono ancora in alcuni casi riconoscibili anche grazie alla preziosa documentazione lasciataci dagli studiosi locali.

Il territorio di SantaCroce del Sannio, in cui peraltro il tratturo è in alcune località quasi intatto, è risultato molto ricco di testimonianze archeologiche che dall’epoca sannitica arrivano fino all’alto-medioevo. In località Astaracita nei pressi di colle San Martino è stato individuato un pavimento in cocciopesto di età repubblicana mentre ceramica tardo-repubblicana e augustea è stata rinvenuta in località Santa Barbara (San Marco dei Cavoti).
Il rinvenimento più importante è stato di recente quello di una Villa romana in località San Pancrazio venuta alla luce durante i lavori per la costruzione del tratto stradale Santa Croce – Santa Croce scalo. L’esplorazione archeologica ha evidenziato sette ambienti che costituiscono la pars rustica di una villa realizzata lungo un pendio opportunamente terrazzato con un imponente muro orientato N-S costruito controterra con pezzame informe di calcare misto a malta.
Gli ambienti, condizionati dall’affioramento roccioso della zona, sembrano disposti su due terrazzi, tre al primo livello e quattro al secondo. Il muro di contenimento delimita una grande stanza sicuramente adibita alla lavorazione delle olive o dell’uva.
Nell’angolo N-W c’era, infatti, un torchio a vite e pressione di cui è stata rinvenuta la base di calcare a forma di parallelepipedo, il lapis pedicinus, con incassi (i foramina) per gli arbores. Vicino sono state individuate le impronte delle ceste che contenevano i frutti, uva o olive, pronti per essere pigiati. L’ambiente presenta un pavimento in cocciopesto che sembra essere stato rifatto su uno più antico e di migliore fattura, testimoniando, così due fasi d’uso dell’edificio. Attraverso un locale lungo e stretto si accede ad un’ampia stanza che presenta tracce di un piano in cocciopesto e di una vasca quadrangolare intonacata con malta idraulica (lacus) che serviva alla decantazione del liquido appena spremuto con il torchio. Un grosso dolio è conservato in un angolo e altri grossi recipienti simili sono conservati negli altri ambienti riportati alla luce nella parte inferiore.
L’esplorazione archeologica e la ricognizione di superficie effettuata nei dintorni hanno restituito abbondante ceramica ascrivibile ad un periodo che va dal I sec. a.C. al III sec. d.C., e una moneta di Alessandro Severo (222- 235 d.C.) che si aggiunge al doppio sesterzio dell’imperatore Aureliano (270-275 d.C.) ritrovata in zona negli anni ’70.
Questo complesso edilizio trova confronto con la Villa di Settefinestre, presso Cosa in Toscana, che costituisce il più importante esempio di villa romana del periodo repubblicano (I sec. a.C.) (A.A.V.V. - Settefinestre: una villa schiavistica nell’Etruria romana - a cura di A. Carandini, Modena 1985).

Molto interessante è anche il territorio di Circello dove in località Macchia fu trovata nel 1831 la tabula alimentaris del II sec.d.C., attualmente conservata al Museo delle Terme di Roma, una tavola di bronzo che riporta dettagliatamente i nomi dei possidenti terrieri dell’epoca coinvolti in una grande iniziativa dell’imperatore Traiano, l’INSTITUTIO ALIMENTARIA, che aveva lo scopo di assicurare il sostentamento dei bambini poveri in varie località.

Proprio a Macchia famosi studiosi come J. Patterson e W. Johannowsky hanno localizzato la città dei Liguri Bebiani, una tribù Apuana che nel 180 a.C. venne deportata dai Romani nel territorio beneventano dal console Bebio ,da cui prese il nome.
Scavi effettuati dalla Soprintendenza per i Beni archeologici a Macchia, a partire dal 1982, hanno permesso di riportare alla luce un importante impianto urbano costituito da resti di abitato, da un complesso termale e da strutture pubbliche che si affacciano sul foro di cui è stata ritrovata la pavimentazione.
Delle terme è stato riportato alla luce un frigidarium con pavimento in mosaico realizzato con tessere nere e di colori vari formanti dei riquadri e delle fasce di losanghe che contornano la vasca principale. Di epoca successiva sono un praefurnium, costruito utilizzando una vasca in disuso, e un’officina che costruiva ceramica databile all’alto-medioevo.
Il complesso pubblico è costituito da un’area sacra di cui si conserva un tempio a podio risalente ad epoca tardo ellenistica, di cui si conservano un breve tratto del podio alto m 1,20 e la cella di m. 9,30x 7,80 e da un sacello di età imperiale con podio realizzato in opera cementizia, appoggiato al muro di recinzione.
Dietro di esso fu costruito in epoca successiva un portico con colonne in laterizio nei cui pressi è stato individuato un pozzetto quadrangolare contenente ossa bruciate di piccoli animali, frammenti di lucerne e monete databili all’età flavia.
L’intero complesso in base alle tecniche costruttive, alle ceramiche e alle monete ritrovate può essere datato ad un arco cronologico che va dal 180 a.C. fino alla metà del VII sec. d.C.
Indirettamente l’insediamento di Macchia ci permette di tentare una datazione del Tratturo il cui percorso ha lo stesso orientamento degli edifici dell’abitato messo in luce. Si può ipotizzare che l’antica via di comunicazione, che rivestiva già a quei tempi una grande importanza, abbia condizionato lo schema urbano della città dei Liguri per cui si potrebbe dedurre che era già esistente nel III sec. a.C.
Buonalbergo
Circello
Morcone
Pesco Sannita
Reino
S. Giorgio la Molara
S. Marco dei Cavoti
S. Croce del Sannio