HOME
ititnerario
it 1
fiume Tammaro - Colle S. Martino
comuni di Morcone e Santa Croce del Sannio
km :5,25 | dislivello:350 | riconoscibilità:media | tempo percorrenza:2h 15 | difficoltà:medio-alto
 
it 1 | it2 | it3 | it4 | altimetria | galleria fotografica | legenda
Il nostro viaggio lungo il Tratturo Regio che da Pescasseroli (AQ) porta a Candela (FG) riprende sul ponte pedonale dove il tratturo incontra il fiume Tammaro (vedi schema 1). Il ponte, realizzato in legno, collega il territorio molisano con quello campano. Siamo in agro di Morcone; attraversato il fiume si segue un sentiero in salita fino ad incontrare il vecchio tracciato della SS n. 87. Giriamo a sinistra camminando sull’asfalto per circa 400 metri. Saliamo verso destra lungo un sentiero dotato di staccionata a mano sinistra e riprendiamo il tratturo proseguendo in salita. Incontriamo un termine lapideo (R.T. 832) posizionato sulla destra del nostro cammino e tracce di muretti a secco diruti. Attraversiamo un passaggio pericoloso: il tratturo si trova a sormontare una galleria ferroviaria, posta sopra la tratta Campobasso-Benevento; stiamo attenti a non sporgerci e a non oltrepassare le staccionate in legno poste a protezione.
Si continua a salire. Al termine di questo tratto in salita ci inoltriamo lungo un sentiero individuato per molti metri da resti di muretti in pietra; la vegetazione è molto fitta e bisogna prestare attenzione a non abbandonare il sentiero. Proseguendo lungo il cammino ci imbattiamo in una biforcazione: il sentiero che stiamo percorrendo prosegue verso sinistra, ma la strada da prendere è verso destra; un piccolo masso segnato posto a terra indica il punto di svolta. Il sentiero prosegue appena visibile e molto invaso dalla vegetazione. Giunti in una piccola radura, se ci giriamo indietro abbiamo modo di osservare, tra le altre cose, la catena del Matese e giusto di fronte a noi il paese di Sassinoro con alle spalle Monte Rotondo (940 m s.l.m.). Proseguiamo aggirando una collinetta. Troviamo in alternanza piccole fasce di pascolo sulla sinistra e selva sulla destra. Il sentiero diventa pietroso come il paesaggio immediatamente circostante. I passaggi si fanno a tratti molto stretti. Arriviamo al cospetto di un costone roccioso molto imponente dal nome evocativo: la Morgia dei Lupi.

Si scende rapidamente, si guada il Fosso Pignataro e si risale fino a trovare sul percorso la strada Saccomanno (frazione Corpetti di Morcone) in località Colle Alto. Si continua in salita; il sentiero prosegue su pista in terra battuta segnata su ambo i lati da siepi di ginestre. Pieghiamo a destra sempre su pista battuta; il fondo è costituito da sabbiolina molto fine (il toponimo storico del sito è Colle de’ Tufi Gialli). In ogni momento dell’anno avremo sicuramente modo di osservare greggi al pascolo e raggiungere una delle fonti sparse nell’area, in particolare la fonte detta Sambuco, poco lontana dal nostro sentiero.

Giungiamo in un punto in cui possiamo valutare tutta la larghezza del regio tratturo camminando tra i muretti a secco ripristinati dagli operai della comunità montana Alto Tammaro.
Mantenendoci in alta quota, tra pascoli di montagna e macchie boscose giungiamo a colle San Martino, punto più alto (830 m s.l.m) percorso dal tratturo Pescasseroli – Candela in questi territori e termine della prima breve tappa. Interrompere la tappa in questo punto ci consente di raggiungere con facilità il paese di Santa Croce del Sannio, un tempo luogo di provenienza di grandi locati. Possiamo scegliere di proseguire verso il secondo itinerario ma l’interruzione è fatta per scendere ad ascoltare i racconti di pietra provenienti del paese.