Si
continua a salire.
Al termine di questo tratto in salita ci inoltriamo lungo un sentiero
individuato per molti metri da resti di muretti in pietra; la vegetazione
è molto fitta e bisogna prestare attenzione a non abbandonare
il sentiero. Proseguendo lungo il cammino ci imbattiamo in una biforcazione:
il sentiero che stiamo percorrendo prosegue verso sinistra, ma la strada
da prendere è verso destra; un piccolo masso segnato posto a
terra indica il punto di svolta. Il sentiero prosegue appena visibile
e molto invaso dalla vegetazione. Giunti in una piccola radura, se ci
giriamo indietro abbiamo modo di osservare, tra le altre cose, la catena
del Matese e giusto di fronte a noi il paese di Sassinoro con alle spalle
Monte Rotondo (940 m s.l.m.). Proseguiamo aggirando una collinetta.
Troviamo in alternanza piccole fasce di pascolo sulla sinistra e selva
sulla destra. Il sentiero diventa pietroso come il paesaggio immediatamente
circostante. I passaggi si fanno a tratti molto stretti. Arriviamo al
cospetto di un costone roccioso molto imponente dal nome evocativo:
la Morgia dei Lupi.
Si
scende rapidamente,
si guada il Fosso Pignataro e si risale fino a trovare sul percorso
la strada Saccomanno (frazione Corpetti di Morcone) in località
Colle Alto. Si continua in salita; il sentiero prosegue su pista in
terra battuta segnata su ambo i lati da siepi di ginestre. Pieghiamo
a destra sempre su pista battuta; il fondo è costituito da
sabbiolina molto fine (il toponimo storico del sito è Colle
de’ Tufi Gialli). In ogni momento dell’anno avremo sicuramente
modo di osservare greggi al pascolo e raggiungere una delle fonti
sparse nell’area, in particolare la fonte detta Sambuco, poco
lontana dal nostro sentiero.
Giungiamo in un punto in cui possiamo valutare tutta la larghezza
del regio tratturo camminando tra i muretti a secco ripristinati dagli
operai della comunità montana Alto Tammaro. Mantenendoci
in alta quota, tra pascoli di montagna e macchie boscose giungiamo
a colle San Martino, punto più alto (830 m s.l.m) percorso
dal tratturo Pescasseroli – Candela in questi territori e termine
della prima breve tappa. Interrompere
la tappa in questo punto ci consente di raggiungere con facilità
il paese di Santa Croce del Sannio, un tempo luogo di provenienza
di grandi locati. Possiamo scegliere di proseguire verso il secondo
itinerario ma l’interruzione è fatta per scendere ad
ascoltare i racconti di pietra provenienti del paese.