Torniamo
sui nostri passi
e avanzando ancora svoltiamo di circa 90 gradi verso destra: diritto
davanti a noi in direzione tratturo notiamo il toppo denominato Streppara,
a quota 582 m s.l.m.; se prestiamo attenzione, lungo questo tratto e
a marcare l’angolo di svolta possiamo scorgere alcuni termini
lapidei e la presenza acquitrinosa di una antica fonte detta di Tavernola.
Attraversata
la sommità di Streppara
con la sua croce in ferro conficcata nella roccia inizia la discesa
- facendo attenzione all’attraversamento della strada che collega
Reino a Colle Sannita - che si arresterà solo dove il tratturo
lambisce l’abitato di Reino, proprio dove le greggi trovavano
il punto più agevole per guadare il torrente Reinello. Discendendo,
sul versante opposto possiamo osservare il cammino che ci attende; il
percorso del tratturo è ben visibile - solcato al centro da un
tracciato viario - con un colore superficiale che lo contraddistingue
facilmente dai campi coltivati o semi abbandonati che si attestano lungo
i fronti.
Ad attenderci a valle scopriamo un’area di sosta sulle due sponde
del torrente tra loro collegate dal nuovo ponte in legno. Siamo giunti
alla fine della terza tappa; dal punto in cui ci troviamo ora possiamo
raggiungere facilmente il centro di Reino
e fare provviste per l’ultimo itinerario, la più lunga
di questo nostro viaggio.
Quest’area resta ancora ricca di testimonianze: appena più
a valle, dove il corso del torrente crea un’ansa segnaliamo la
presenza di due antichi mulini, mentre dal territorio di Reino era possibile,
tramite un tratturello, raggiungere la città di Benevento.