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Comune di
REINO
CM Alto Tammaro
 abitanti 1000 | altezza m s.l.m. 423 | it 1 | it2 | it3 | it4 | mangiare e dormire

Reino sorge a 423 m s.l.m tra il torrente Reinello che lambisce il paese sud e toppa Sterpara a nord. Il percorso tratturale è parte integrante dell’abitato verso Montedino e Fonte San Paolo. Il fiume Tammaro scorre più a valle verso nord divenendo confine naturale con Pago Veiano e Pesco Sannita.

Il piccolo centro abitato nei secoli ebbe una rilevante valenza strategica. Si ha notizia di un insediamento dal nome Resino con un torrente omonimo e un castello in epoca romana con Tito Livio, ma notizie più certe fanno risalire l’insediamento all’epoca longobarda. Reino diviene feudo importante per i suoi territori con le Regine Margherita e Giovanna II di Durazzo. La tradizione orale vuole che in Reino fosse presente un grande castello baronale che aveva ospitato la Regina Giovanna di Durazzo, a testimonianza di ciò è possibile vedere una grossa pietra parallelepipeda sulla quale è inciso lo stemma dei Durazzo. Una legenda locale vuole che sotto le fondazioni del castello ci sia un grande tesoro custodito dal demonio con fattezze di serpente.

I vari terremoti che in quest’area si sono succeduti hanno compromesso la fisionomia del centro storico non per ultimo il terremoto del 1962 che ha distrutto la chiesa dell’Annunziata. La le strutture architettoniche di pregio ricordiamo l’ottocentesco palazzo Meomartini oggi sede del Municipio di Reino appartenne alla famiglia Meomartini che segnò la storia di Reino dal 1800 con personalità preminenti quali furono Almerico, Pasquale e Alfonso Meomartini. La struttura dell'edificio si presenta lineare nel complesso intervallata da ampie finestrature nel piano nobile e un portale archivoltato nel piano terra. Gli angoli sono intervallati da torrette cilindriche.

  Tradizioni e Folclore

 

Tra le feste più caratteristiche che si svolgono a Reino ricordiamo quella di sant’Antonio detto "ricco o dei carri" il 13 di agosto. In passato si usava fare la "cena" a casa del "maestro di festa". La tradizione voleva che fosse solo per i massari che il giorno prima della festa portavano i carri pieni di grano alle porte del paese per la sfilata del giorno dopo. In seguito questa tradizione è stata allargata a tutta la popolazione che contribuiva all'allestimento della festa. La cena consiste in peperoni fritti, pane, taralli all'acqua e all'uovo, sedani e vino. Il giorno della festa i carri addobbati sfilano davanti la statua del santo. In passato erano trasportati da buoi oggi sono trasportati da trattori.

 

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Reino
S. Giorgio la Molara
S. Marco dei Cavoti
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