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scheda
Le Reintegre
I fondi archivistici sulle reintegre
conservati presso l'Archivio di Stato di Foggia
Maria Carolina Nardella
Soprintendente Archivio di Stato di Foggia


   

Fin da epoca remota la transumanza ha costituito nelle regioni meridionali uno dei più tradizionali sistemi di sfruttamento della terra. Dopo le testimonianze di età romana, lo svernare delle greggi nel Tavoliere è nuovamente attestato dalla prima età normanna. Allora furono, tra l’altro, emanate le disposizioni che riprese e mitigate da Federico II, costituirono il fondamento del rifiorire dell’attività nel Mezzogiorno. Anche la dinastia angioina riservò particolare attenzione alla
transumanza, oggetto nel 1429 di uno statuto con il quale Giovanna II riorganizzava quella che già allora era la Dogana delle pecore di Puglia. In continuità con tale tradizione e forte dell'esperienza della propria terra d'origine con il privilegio del 1° agosto 1447, Alfonso I d'Aragona mentre nominava nuovo doganiere il catalano Francisco Montluber garantiva nel contempo la libera circolazione del bestiame tra le province abruzzesi e molisane e quelle pugliesi.

La necessità di salvaguardare i percorsi tratturali e il territorio saldo delle poste riservate al pascolo degli armenti transumanti, dalle usurpazioni dei proprietari dei territori limitrofi, dai dissodamenti abusivi dei massari di campo (gli imprenditori agricoli) o dagli abusi degli stessi locati, richiese fin dai tempi più antichi,una vigilanza continua da parte degli ufficiali doganali e dei compassatori (poi agrimensori) che li affiancavano.
Nonostante la dispersione della parte più antica dell’archivio doganale, già dalla fine del XV secolo si ha notizia di operazioni di verifica e reintegrazione dei territori delle locazioni doganali.

Gli effetti sul mondo doganale di vicissitudini interne e di conflitti internazionali, ma anche della corruzione e della connivenza degli ufficiali maggiori e minori della Dogana, costrinsero il potere centrale a intervenire – nel 1489, nel 1492, nel 1508, nel 1516, nel 1533 e nel 1548 – 1553 – con propri delegati per la verifica delle usurpazioni compiute ai danni delle terre a pascolo. Proprio quella ordinata nel 1548 dal viceré Pedro de Toledo e affidata al presidente della Sommaria Alfonso Guerriero e al Reggente di Cancelleria Francesco Revertera, sarebbe stata conosciuta nel mondo doganale come la “generale reintegrazione” alle conclusioni della quale si sarebbe fatto riferimento in tutte le controversie territoriali successive. [1]

A partire dalla reintegra del 1533 l'interesse dei locati e, di conseguenza, quello dell'amministrazione doganale, si rivolse anche alla salvaguardia dei percorsi tratturali. Se in tale reintegra ci si limitò a indicare i tracciati principali, in quella del 1548 – 1553, se ne ordinò il ripristino, ove risultassero usurpati. Solo nel 1574 il doganiere Fabrizio di Sangro – coadiuvato da altri ufficiali doganali – provvide alla verifica dei tracciati principali. A partire dalla reintegra curata tra il 1651 e il 1652 dal reggente Ettore Capecelatro, l'amministrazione doganale ebbe cura di far raffigurare i percorsi seguiti dalle greggi. Come già accadeva per i pascoli, anche per i tratturi a ben poco valsero le continue verifiche e le pene severe previste per gli usurpatori. Prova ne sono le continue rimostranze dei locati e, soprattutto, gli interventi di reintegrazione più o meno periodici ordinati dalle autorità centrali e periferiche. Tra essi particolare rilievo assunsero, per quanto riguarda i tratturi, quello curato dal governatore Alfonso Crivelli nel 1712 e quello di verifica del Pescasseroli – Candela nel 1778. Quando con la legge del 21 maggio 1806 Giuseppe Bonaparte abolì la Dogana e mutò il regime possessorio delle terre del Tavoliere, concesse in enfiteusi agli antichi locati, l'art. 23 della legge previde che i tratturi e i riposi laterali continuassero a essere considerati “come pubbliche proprietà, e come tali reintegrati e garantiti alla pubblica amministrazione”.

A soprintendere al loro ripristino fu, anzi, chiamata la stessa Giunta incaricata di procedere alla censuazione delle terre del Tavoliere. Alla reintegra dei tracciati fratturali si provvide a partire dal dicembre 1809 dopo che il 20 maggio 1807 si era ingiunto agli occupatori di ripristinare lo statu quo ante. Nonostante le disposizioni emanate nel settembre 1811 a conclusione delle operazioni predette e nonostante quanto previsto dalla legge transattiva del 13 gennaio 1817, la tutela dei tratturi continuò a dimostrarsi inadeguata. Nuove verifiche si resero presto necessarie come risulta dal r.d. n.1056 del 1826 e dal Regolamento per la conservazione dei regi tratturi, bracci e riposi laterali dell'agosto 1832. Queste operazioni conclusesi nella prima metà degli anni Quaranta risultano ampiamente attestate dai dettagliatissimi atlanti tratturali custoditi nell'Archivio di Stato di Foggia.

Anche lo Stato unitario si occupò presto della viabilità tratturale. All'art. 10 della legge n. 2168 del 1865 si disponeva, infatti, di conservare i tratturi e i riposi laterali del Tavoliere “per quanto il bisogno lo richied[esse]”. Poco dopo l'art. 23 del Regolamento esecutivo della legge di affranco del Tavoliere (r.d. n. 2211 del 1865) affidò la conservazione dei tratturi alle direzioni delle tasse e del demanio delle province interessate. Ancora una volta il moltiplicarsi delle usurpazioni imponeva nuove operazioni di verifica e reintegra dei tracciati. Con circolare n. 35382/3682 del 1875 il Ministero delle finanza affidò tali operazioni all'Ispettorato forestale di Foggia, presso il quale fu, in seguito, creata una Direzione del servizio di custodia e degli affitti dei tratturi. Delle operazioni di questa ennesima reintegra – che si concluse nel 1884 – restano anche in questo caso, atlanti di grandi dimensioni conservati come i precedenti nell'Istituto archivistico foggiano.

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1 per questa reintegra e per le altre di età moderna cfr. nell’Archivio di Stato di Foggia la serie
I del fondo Dogana delle pecore di Puglia

Buonalbergo
Circello
Morcone
Pesco Sannita
Reino
S. Giorgio la Molara
S. Marco dei Cavoti
S. Croce del Sannio