La
necessità di salvaguardare i percorsi tratturali
e il territorio saldo delle poste riservate al pascolo degli armenti
transumanti, dalle usurpazioni dei proprietari dei territori limitrofi,
dai dissodamenti abusivi dei massari di campo (gli imprenditori agricoli)
o dagli abusi degli stessi locati, richiese fin dai tempi più
antichi,una vigilanza continua da parte degli ufficiali doganali e
dei compassatori (poi agrimensori) che li affiancavano.
Nonostante la dispersione della parte più antica dell’archivio
doganale, già dalla fine del XV secolo si ha notizia di operazioni
di verifica e reintegrazione dei territori delle locazioni doganali.
Gli
effetti
sul mondo doganale di vicissitudini interne e di conflitti internazionali,
ma anche della corruzione e della connivenza degli ufficiali maggiori
e minori della Dogana, costrinsero il potere centrale a intervenire
– nel 1489, nel 1492, nel 1508, nel 1516, nel 1533 e nel 1548
– 1553 – con propri delegati per la verifica delle usurpazioni
compiute ai danni delle terre a pascolo. Proprio quella ordinata nel
1548 dal viceré Pedro de Toledo e affidata al presidente della
Sommaria Alfonso Guerriero e al Reggente di Cancelleria Francesco
Revertera, sarebbe stata conosciuta nel mondo doganale come la “generale
reintegrazione” alle conclusioni della quale si sarebbe fatto
riferimento in tutte le controversie territoriali successive. [1]
A
partire
dalla reintegra del 1533 l'interesse dei locati e, di conseguenza,
quello dell'amministrazione doganale, si rivolse anche alla salvaguardia
dei percorsi tratturali. Se in tale reintegra ci si limitò
a indicare i tracciati principali, in quella del 1548 – 1553,
se ne ordinò il ripristino, ove risultassero usurpati. Solo
nel 1574 il doganiere Fabrizio di Sangro – coadiuvato da altri
ufficiali doganali – provvide alla verifica dei tracciati principali.
A partire dalla reintegra curata tra il 1651 e il 1652 dal reggente
Ettore Capecelatro, l'amministrazione doganale ebbe cura di far raffigurare
i percorsi seguiti dalle greggi. Come già accadeva per i pascoli,
anche per i tratturi a ben poco valsero le continue verifiche e le
pene severe previste per gli usurpatori. Prova ne sono le continue
rimostranze dei locati e, soprattutto, gli interventi di reintegrazione
più o meno periodici ordinati dalle autorità centrali
e periferiche. Tra essi particolare rilievo assunsero, per quanto
riguarda i tratturi, quello curato dal governatore Alfonso Crivelli
nel 1712 e quello di verifica del Pescasseroli – Candela nel
1778. Quando con la legge del 21 maggio 1806 Giuseppe Bonaparte abolì
la Dogana e mutò il regime possessorio delle terre del Tavoliere,
concesse in enfiteusi agli antichi locati, l'art. 23 della legge previde
che i tratturi e i riposi laterali continuassero a essere considerati
“come pubbliche proprietà, e come tali reintegrati e
garantiti alla pubblica amministrazione”.
A
soprintendere
al loro ripristino fu, anzi, chiamata la stessa Giunta incaricata
di procedere alla censuazione delle terre del Tavoliere. Alla reintegra
dei tracciati fratturali si provvide a partire dal dicembre 1809 dopo
che il 20 maggio 1807 si era ingiunto agli occupatori di ripristinare
lo statu quo ante. Nonostante le disposizioni emanate nel settembre
1811 a conclusione delle operazioni predette e nonostante quanto previsto
dalla legge transattiva del 13 gennaio 1817, la tutela dei tratturi
continuò a dimostrarsi inadeguata. Nuove verifiche si resero
presto necessarie come risulta dal r.d. n.1056 del 1826 e dal Regolamento
per la conservazione dei regi tratturi, bracci e riposi laterali dell'agosto
1832. Queste operazioni conclusesi nella prima metà degli anni
Quaranta risultano ampiamente attestate dai dettagliatissimi atlanti
tratturali custoditi nell'Archivio di Stato di Foggia.
Anche
lo Stato unitario
si occupò presto della viabilità tratturale. All'art.
10 della legge n. 2168 del 1865 si disponeva, infatti, di conservare
i tratturi e i riposi laterali del Tavoliere “per quanto il
bisogno lo richied[esse]”. Poco dopo l'art. 23 del Regolamento
esecutivo della legge di affranco del Tavoliere (r.d. n. 2211 del
1865) affidò la conservazione dei tratturi alle direzioni delle
tasse e del demanio delle province interessate. Ancora una volta il
moltiplicarsi delle usurpazioni imponeva nuove operazioni di verifica
e reintegra dei tracciati. Con circolare n. 35382/3682 del 1875 il
Ministero delle finanza affidò tali operazioni all'Ispettorato
forestale di Foggia, presso il quale fu, in seguito, creata una Direzione
del servizio di custodia e degli affitti dei tratturi. Delle operazioni
di questa ennesima reintegra – che si concluse nel 1884 –
restano anche in questo caso, atlanti di grandi dimensioni conservati
come i precedenti nell'Istituto archivistico foggiano.
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1
per questa reintegra e per le altre di età moderna cfr. nell’Archivio
di Stato di Foggia la serie
I del fondo Dogana delle pecore di Puglia