San Marco dei Cavoti sorge a 695 m s.l.m in un’area compresa tra
il torrente Tammarecchia di San Marco e il monte Caffarello in agro
di Molinara e monte Else. Il suo territorio è costellato da torrenti,
piccoli corsi d’acqua e fonti. Il tratturo Pescasseroli –
Candela percorre il suo territorio a sud a valle del toppo Santa Barbara
tra valle Oscura e Vaccareccia.
Le origini di San Marco dei Cavoti si devono far risalire ad epoca sannitica,
nei pressi della contrata Zenna sono stati ritrovati i resti della cittadina
sannita di Cenna. In epoca medievale si ha notizia di un insediamento
in contrada Santa Barbara. Il castello di San Severo (sorto in quella
zona) fu luogo di aggregazione per secoli probabilmente fino alla metà
del secolo XIV, quando prima le carestie del 1333-34, del 1337, del
1342, del 1345 e 1347, e poi peste del 1348, ridussero notevolmente
la popolazione. La zona fu pian piano abbandonata fino a quando Luigi
Shabran feudatario del tempo, alla fine del XIV secolo bandì
un invito a chi con condizioni favorevoli si fosse voluto trasferire
a San Marco dei Cavoti. All’invito aderirono un folto gruppo di
provenzali che contribuirono alla rivitalizzazione del centro. Ad oggi
il centro riveste particolare importanza per la la produzione dolciaria,
con sei laboratori artigianali, che fanno di San Marco "il paese
del torrone" che per l'allevamento equino. Da circa un secolo viene
allevato il cavallo Avelignese, di origine altoatesina, per il quale
è stato istituito uno dei pochi nuclei di selezione di razza
pura esistente nel Mezzogiorno.
Tra
i beni culturali presenti nel comune di San Marco ricordiamo il Museo
degli Orologi che raccoglie la collezione del maestro Ricci;
il palazzo Ielardi; la Torre dei Provenzali; la Chiesa
di Santa Barbara in agro di San Marco e la Taverna del
Principe in prossimità del tratturo.