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scheda
Santa Barbara
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comune di
S. Marco dei Cavoti

 
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La cappella dedicata a Santa Barbara, struttura superstite di un'originale configurazione ben più complessa sconvolta dai terremoti del 1349 e del 1688, costituisce il fulcro di quello che fu il primo insediamento della piccola comunità di San Marco, all’epoca (XII sec) feudo di San Severo. Ancora oggi la campagna circostante, ricca di ulivi e viti, porta il nome di località San Severo. La piccola chiesetta “campestre”, che custodisce dal 1713 le reliquie dei Santi Amando e Auditore, è oggetto di una sentita devozione nella zona; il giorno di Pasquetta la statua della Santa viene portata in processione, per 6 km, fino alla chiesa Madre in paese, e ricondotta nella sua sede originaria il primo maggio.

Oggi sappiamo, grazie ai ritrovamenti dei primi anni ’80, che sulla sommità del Toppo Santa Barbara, in una posizione dominante rispetto alla valle di confluenza fra il Tammarecchia e il Tammaro, già dal IV sec a.c. sorgeva, protetto da una cinta fortificata di mura megalitiche, un insediamento di età sannitica. Il presidio aveva la funzione di una sorta di “osservatorio di vigilanza” degli spostamenti sul Tratturo, principale “via di accesso” al Sannio Pentro. Questo iniziale stanziamento costituì, in seguito, la piattaforma per le successive stratificazioni che portarono, nell’alto medioevo, allo sviluppo della primitiva contrada che si estendeva arroccata intorno ad un castello la cui esistenza è testimoniata da poche tracce nascoste da una fitta vegetazione.


Santa Barbara è quindi luogo storicamente rilevante per il forte legame che detiene nella memoria collettiva della gente di San Marco dei Cavoti, e per il ruolo strategico, militare ed economico, che la stessa morfologia del territorio ha imposto soprattutto nel rapporto con il Tratturo, via armentizia ma anche importante arteria commerciale per l’Italia centro-meridionale.