Santa
Croce del Sannio sorge a 700 m s.l.m tra il Colle San Martino che domina
una vasta zona boscosa e i fiumi Tammaro e Tammarecchia che a sud ovest
segnano fortemente il territorio. Il Regio Tratturo Pescasseroli –
Candela attraversa il territorio di Santa Croce ad ovest verso il torrente
Tammarecchia alle pendici del Monte Freddo. Si ha notizia del Feudo
di Santa Croce già in epoca medievale quando nel VII secolo a.
C. Desiderio re dei Longobardi consegna all’Abate Theodermario
il territorio di Santa Croce. Un lungo susseguirsi di casali e feudatari
si avvicendano nella storia del paese.
Fino ad arrivare al secolo XVII quando il feudo è in mano alla
famiglia Tramontano di Sorento. Nel 1802 il feudo diviene libera Università;
quando gli abitanti di Santa Croce si ribellano a Giuseppe Tramontano.
La storia dei casati e dei feudatari nel XVIII secolo si incontra con
la vita di un illustre personaggio nato a Santa Croce: Giuseppe Maria
Galanti. Fu un uomo politico e studioso di storia economica, tra i suoi
scritti ricordiamo la Descrizione del Contado del Molise del 1781, la
Descrizione delle due Sicilie del 1789 e il Testamento Forense del 1806
che rimase incompleta. A testimonianza di questo illustre personaggio
rimane la casa natale costruita nel XVIII secolo e la fondazione Giuseppe
Maria Galanti.
La fondazione nata in un primo tempo (1981) come Istituto Storico ha
lo scopo di ricostruire ed illustrare i processi di antropizzazione
dell'area dell'Alto Sannio,attraverso processi di ricerca viva sul territorio
oltre che rappresentare un punto di riferimento per la conservazione
della cultura locale. Ad oggi il paese vive prevalentemente di economia
agricola, allevamento e artigianato.