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scheda
Viaggio sul Tratturo
istruzioni per l'uso [della guida]
Pasquale Di Paolo
terredimezzo_trasformazioni legate al passaggio

 
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Con l’ausilio di questa guida, adatta per un escursionismo ‘lento’, tentiamo di ripercorrere le vie attraverso le quali si attuava la mobilità di greggi e addetti in tempi in cui il fenomeno della transumanza coinvolgeva tutte le regioni dell’Appennino Centro Meridionale. Queste vie sono i Tratturi (larghi 111 metri, ora ridotti a 55), la viabilità principale innervata da una fitta e imponente
rete di arterie di collegamento: tratturelli (circa 35 metri) e bracci (15-18 metri). I tratturi principali preferivano la direttrice Nord-Sud per cui principiavano in Abruzzo e confluivano per lo più nel Tavoliere delle Puglie attraverso i percorsi più idonei. Il nostro itinerario è porzione del tratturo che parte da Pescasseroli (AQ) per terminare a Candela (FG) e copre circa 40 dei 211 chilometri complessivi tutti in territorio campano.

 

Nelle pagine collegate (it1 - it2 - it3 -it4) vengono trascritti attraverso descrizioni ed immagini gli episodi salienti e apparentemente insignificanti che costellano il nostro cammino. Si è optato innanzitutto per la direzione Nord-Sud. La ragione è storica: è motivata dal fatto che le pecore provenivano nella grande maggioranza dei casi dall’Abruzzo e dal Molise, per cui la ‘calata’ avveniva prima di tutto in questo verso. Il tragitto a ritroso rappresentava infatti il ritorno a casa. Per noi che non abbiamo l’incombenza di ricondurre il gregge in stalla sarà pregevole sperimentare anche il percorso inverso, esperienza decisamente diversa.

Il percorso non è riferito nei minimi dettagli, ma indichiamo la posizione di alcuni elementi determinanti e ben riconoscibili per instradarsi correttamente, per salvaguardare il piacere progressivo della scoperta, della sfida ad orientarsi e dell’approfondimento. Gli elementi descritti sono inoltre segnalati in schemi planimetrici che si ricompongono nella mappa allegata. Si è ritenuto opportuno suddividere il percorso in quattro tappe di circa 5, 10, 9 e 15 chilometri. Ognuna di esse termina in prossimità delle vie più agevoli per raggiungere il centro abitato più vicino: i paesi toccati sono Sassinoro, Santa Croce del Sannio, Circello e Reino nella Comunità Montana Alto Tammaro, Buonalbergo nella Comunità Montana Fortore. Vediamo adesso le difficoltà da fronteggiare: la prima ha carattere strutturale.

Il tratturo non è un percorso ad anello per cui mai ci ritroveremo al punto di partenza. Le possibili soluzioni per ovviare a questo problema possono essere quattro: organizzarsi facendo in modo che alla fine della tappa prescelta ci sia un mezzo che ci riconduca alla base; affidarsi ai mezzi pubblici (un altro motivo per cui si consiglia di far tappa nei paesi); ripercorre il cammino a ritroso o scegliere strade alternative. Altra difficoltà è rappresentata dalla variabilità dei suoli che ci accingiamo a percorrere: prati, terra, roccia, asfalto, torrenti in rapida successione che unitamente alla variabile altimetrica richiedono una buona attitudine o una buona volontà.

Ma la vera sfida è: imparare a “riconoscere” il tratturo dalle campagne circostanti. Perché il tratturo è sì suolo abbandonato, ma ha qualcosa di diverso da un campo incolto, troviamo animali a pascolare ma è differente da un pascolo. Per aiutarci in questa impresa possiamo fare affidamento su alcune invariabili che sono: presenza di termini lapidei, segnati con RT o TR (Regio Tratturo) più numero progressivo, posti ai confini della fascia; allineamenti di recinzioni o edifici sempre sui confini quando attraversiamo i borghi e le contrade; linee elettriche o telefoniche che camminano quasi sempre al centro del percorso; muretti in pietra antichi o recentemente ripristinati e siepi disposte quasi in linea.

Ogni tappa è stata descritta sinteticamente da alcuni parametri di valutazione: uno di questi riguarda appunto la leggibilità della fascia tratturale. Gli altri sono: la durata stimata (per chi viaggia a piedi), il grado di difficoltà, la variazione altimetrica complessiva. Prima di incamminarci dobbiamo però innanzitutto dotarci di una certezza: andiamo incontro a continue scoperte, a elementi connessi mai casualmente; saremo in grado di coglierli se avremo
gli occhi per trasformare ogni incontro apparentemente banale in ragione per stupirsi.